Scopri l’unico mercatino di Natale estivo: il Magico Paese di Natale di Prato Nevoso

Giochi, animazione e un bellissimo mercatino di prodotti enogastronomici e artigianali, con scenografiche casette di legno e tanti oggetti e delizie locali da assaggiare: a Prato Nevoso, nella splendida cornice delle Alpi Liguri in provincia di Cuneo, torna per il secondo anno il Magico Paese di Natale in versione estiva, dopo una bellissima edizione 2021.

La località sciistica è entrata lo scorso anno nel circuito di uno degli eventi natalizi più longevi, amati e popolari d’Italia. L’assoluta novità immaginata dal circuito turistico di Prato Nevoso e dagli organizzatori del Magico Paese di Natale è quella di ospitare l’unico mercatino di Natale in quota fuori stagione: una particolare anteprima del Mercatino di Natale più grande d’Europa.

Dall’8 al 24 luglio, per tre weekend consecutivi, Prato Nevoso si trasformerà nella residenza estiva di Babbo Natale e dei suoi elfi. Lo scenario sarà quello dello chalet Il Rosso, struttura raggiungibile in e-bike, a piedi o con la telecabina dieci posti “La Rossa Panoramica”. Un sistema innovativo per raggiungere i 2000 metri di quota, con un impianto futuristico dal comfort e dallo stile unico.

Nell’area antistante lo chalet sarà allestita una piccola ma deliziosa preview del Mercatino natalizio del Magico Paese, con prodotti tipici, nocciole, vini e tanti altri prodotti del territorio. Si potranno acquistare inoltre originali addobbi natalizi artigianali e tanti altri bellissimi oggetti, pensando già ai regali di Natale!

Inoltre, per la gioia dei bambini e delle famiglie, ad attendere i visitatori al magico mercatino natalizio fuori stagione ci sarà Babbo Natale in persona, che accoglierà tutti i bambini per salutarli e ascoltare i loro desideri in anticipo per il Natale 2022 due volte al giorno dal venerdì alla domenica, al mattino (10.30-12-30) e al pomeriggio (14.30-16.30). 

Novità 2022: verrà realizzato un divertente pranzo della Vigilia in versione estiva, che si terrà domenica 24 luglio presso il bellissimo Chalet Il Rosso.

Il Magico Paese di Natale estivo di Prato Nevoso andrà in scena nei weekend dell’8-10 luglio, 15-17 luglio e 22-24 luglio con mercatino e animazione per i più piccoli dalle 10 alle 17.30. Tre weekend magici e diversi dal solito, che si inseriscono nella ricca proposta turistica estiva di Prato Nevoso, tutta improntata al divertimento outdoor e all’accoglienza per le famiglie.

Magico Paese di Natale di Prato Nevoso

Prato Nevoso: la proposta per l’estate

Prato Nevoso è una località sciistica ed estiva inserita nella splendida cornice delle Alpi Liguri in provincia di Cuneo. Collocata a 1500 metri di altitudine nel comune di Frabosa Sottana (CN), risulta facilmente accessibile grazie alla sua posizione ottimale che le permette di essere raggiunta dai principali capoluoghi del Piemonte e della Liguria.

Un paradiso delle due ruote

Prato Nevoso è il luogo perfetto per gli amanti della bicicletta, in qualsiasi forma e di qualsiasi età. A disposizione dei ciclisti, la località offre un Bikepark con trail dedicati a bikers di ogni livello (anche e soprattutto ai più piccoli) e una fitta rete di sentieri dedicati alle e-Bike con tour guidati alla portata di tutti per scoprire panorami mozzafiato e sentieri pittoreschi.

Prato Nevoso Village

Le famiglie troveranno a Prato Nevoso un grande parco giochi a misura di bambino, ideale per il divertimento dei più piccoli e il relax dei più grandi. Il Prato Nevoso Village si trova nella bellissima e soleggiata Conca di Prato Nevoso con numerose attività per l’intrattenimento e l’animazione dei nostri piccoli ospiti. Il parco giochi è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 con orario continuato. Oltre agli spettacoli dell’animazione, i castelli gonfiabili e l’area relax gli ospiti troveranno: una pista con mini quad, un centro equestre per passeggiate a cavallo, il laser game, il parco avventura e una serie di campi sportivi per calcio, golf, pallavolo, beach volley, tennis, basket e mini golf.

Gli eventi a Prato Nevoso

L’estate di Prato Nevoso è ricca di eventi: dagli appuntamenti periodici, come la pedalata al tramonto in e-Bike tutti i venerdì ai Fitness Events organizzati settimanalmente. Dal 10 di luglio, inoltre, sono iniziate le Serate del Borgo, con appuntamenti d’intrattenimento e musica dal vivo. E poi tanti eventi per bambini, un’intera serata dedicata al golf (la Golf Night Challenge, il 17 luglio), la Sagra dell’Acciuga in quota (dal 23 al 25 luglio), la Grigliata di Ferragosto e tanto altro.

Per informazioni sulla località e sulla proposta turistica: https://pratonevoso.com

Per informazioni sul Magico Paese di Natale delle Terre Unesco: https://magicopaesedinatale.com

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Quando fare l’albero di Natale?

Si avvicina dicembre e la voglia di addobbare le case con lucine e decorazioni si fa sempre più forte e iniziamo a chiederci quando si fa l’albero di Natale? Si deve aspettare il giorno di Santa Lucia? L’Immacolata? O forse andrebbe fatto il 1° di Dicembre?

Tradizione cattolica

Secondo la tradizione cattolica, benché l’albero sia un allestimento “pagano” non completamente riconosciuto dal simbolismo del cattolicesimo, la data in cui presepe ed albero di Natale vengono esposti nelle case è l’8 dicembre, il giorno in cui si festeggia l’Immacolata Concezione.

Tradizione pagana

L’albero è, appunto, tradizione pagana e volendo seguire questa la data giusta per farlo sarebbe il giorno del solstizio d’inverno, tra il 21 e il 22 dicembre. È il momento del ritorno della luce, le giornate hanno finito di accorciarsi e si comincia ad andare verso la nuova stagione.

Yule, questo è il nome della festa celtica precristiana da cui deriva l’uso del decorare l’albero, l’agrifoglio e il vischio. Festeggiare l’inizio dell’inverno, periodo buio e freddo, con un sempreverde che persiste tutto l’anno con le sue foglie vive e verdi, infatti era un simbolo di vita e speranza per il futuro.

Tradizioni nordiche

Nel Nord Europa la data simbolo che anticipa il Natale è Santa Lucia, il 13 dicembre. Secondo questa tradizione è proprio la Santa a portare i regali ai bambini e, lo dice il nome, è colei che riporta la luce.

Tradizioni americane

Gli americani fanno le cose in grande e in anticipo. L’albero comincia a comparire nelle case a partire dal giorno del Ringraziamento, il penultimo giovedì di novembre.

Al termine della parata tradizionale appare infatti Santa Claus a salutare i bimbi americani. Un altro momento simbolico, che dà al via al Natale, è l’accensione dell’albero al Rockefeller di New York: ogni anno avviene tra la fine di novembre i primi di dicembre.

Tradizioni italiane

Noi Italiani facciamo l’albero relativamente presto. A Milano la tradizione prevede un giorno di anticipo sul calendario cattolico: il 7 dicembre, in occasione dei festeggiamenti per Sant’Ambrogio, santo patrono del capoluogo lombardo. Anche l’albero di Natale davanti al Duomo di Milano viene acceso in questa data, l’appuntamento è proprio il 7 Dicembre.

A Bari il 6 dicembre, giorni di San Nicola. In alcune città del sud si fa addirittura anche fino a 2 settimane prima dell’Immacolata!

Ogni zona di Italia ha la propria tradizione ma c’è anche chi tende ad anticipare e a fare l’albero già il primo giorno di dicembre in contemporanea con l’apertura della prima casella del calendario dell’Avvento.

Quando si toglie l’albero?

A seguire l’adagio popolare la data giusta è quella del 6 gennaio, l’Epifania «che tutte le feste si porta via». In molte case, cattoliche perché quella della Befana non è tradizione di tutti, la sera del 6 gennaio è già tutto impacchettato.

C’è però chi dice che almeno per la giornata del 6, quella dell’arrivo dei magi, deve restare ancora in bella mostra. Si può quindi togliere nei due giorni successivi. Per chi vuole cercare una data ancora più lontana, il giorno è quello della Candelora, il 2 febbraio.

Anche in questo caso non c’è una regola scritta. Tutto dipende dall’organizzazione familiare e dagli impegni!

Quindi, quando farlo?

Studi recenti dicono che chi prima addobba più è felice, quindi i termini di tempo sono relativi. Se, in attesa di rispolverare l’albero di Natale, avete bisogno di qualche spunto per rinnovare i vostri addobbi visitate la pagina Palline di Natale personalizzate con nome dove troverete tutte le mie creazioni.

E voi: quando addobberete il vostro Albero di Natale? 🎄

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I simboli del Natale: le campane 🔔🎅🏻🎄

Jingle bells: è uno dei ritornelli che più ascoltiamo o cantiamo nel periodo di Natale. Una delle classiche canzoncine che accompagnano questo periodo da talmente tanto tempo, che quando ne sentiamo le note, sappiamo che arriva il Natale.

In realtà la canzone si riferisce ai campanelli della slitta di Babbo Natale, ma un po’ di verità questo testo ce l’ha: un po’ perché effettivamente nelle canzoni natalizie uno degli strumenti più usati sono le campanelle, un po’ perché sotto le feste le campane delle varie chiese suonano un po’ di più, un po’ perché nella notte di Natale attraverso uno strepitio di campanellini si annuncia durante la messa della notte di Natale il ritorno della gloria.

Queste campane, quindi, in giro per le strade, dovrebbero annunciare una cosa sola: l’arrivo di Gesù. E in effetti Gesù, puntualmente, ogni anno, arriva.

Ed ecco che siamo di nuovo al 25 dicembre. Un’occasione talmente ripetitiva che forse, ormai, queste campane non le sentiamo più, non ci facciamo più caso. Forse si confondono con molti altri suoni che ci propone il Natale, e non sono solo canzoni.

Le campane di Natale: importante simbolo della tradizione

Le campane sono oggetti carichi di significati simbolici di natura spirituale, il cui suono, fin dall’antichità, è legato alla “rivelazione” divina, alla vibrazione cosmica; i cui rintocchi, melodiosi o ritmati, fendono l’aria esortando alla meditazione, al raccoglimento, alla preghiera.

Le campane simboleggiano il rispetto della chiamata divina ed evocano, quando sono sulle torri, tutto ciò che è sospeso tra cielo e terra, essendo quindi il punto di comunicazione tra i due.

Sono un segnale, per molti secoli utilizzato per richiamare i fedeli in Chiesa, ma anche nelle campagne, sulle bestie, servivano come indicatore acustico della presenza. In questa duplice veste le campane, più comunemente campanelle nell’iconografia attuale, ci avvicinano al Natale.

Le campane suonavano e i fedeli si radunavano: questo accadeva intorno al 400, quando nacque il legame tra il suono delle campane e il Natale. Ecco perché per tradizione, la notte di Natale, risuonano per le strade di tutti i paesini e delle città, in qualsiasi parte del mondo. Non un semplice suono, ma un vero e proprio messaggio di speranza, di gioia e di pace.

Quella delle campane di Natale è una tradizione che non si lega solo alla sfera religiosa. Qual è il suono che accompagna l’arrivo di Babbo Natale? Ovviamente quello delle tantissime campanelle attaccate alla sua slitta.

Insomma, non è proprio possibile immaginare un Natale senza campanelle!

La leggenda delle campane di Natale

Le campane di Natale sono un simbolo che rientra nella tradizione, richiamano alla mente la festa e la gioia per la nascita di Gesù.

Si tratta quindi di una simbologia tipicamente religiosa che richiama alla mente e fa rivivere un momento così importante per le nostre tradizioni.

Come per molti altri simboli anche le campane di Natale sono legate ad una storia, a metà tra mito e leggenda, intensa e commuovente al tempo stesso, a ricordarci il loro simbolismo:

i pastori si affollarono a Betlemme mentre viaggiavano per incontrare il neonato re. Un piccolo bimbo cieco sedeva sul lato della strada maestra e, sentendo l’annuncio degli angeli, pregò i passanti di condurlo da Gesù Bambino. Nessuno aveva tempo per lui. Quando la folla fu passata e le strade tornarono silenziose, il bimbo udì in lontananza il lieve rintocco di una campana da bestiame. Pensò “Forse quella mucca si trova proprio nella stalla dove è nato Gesù bambino!” e seguì la campana fino alla stalla ove la mucca portò il bimbo cieco fino alla mangiatoia dove giaceva il neonato Gesù.

Addobbiamo casa con le campane di Natale

Le campane di Natale, di ogni forma, dimensione e materiale, ben si prestano a molteplici soluzioni decorative, da sole o in studiate composizioni. Ad esempio, le campane più piccole possono essere appese ai rami dell’albero di Natale o alle ghirlande poste nei punti più alti, dentro e fuori casa.

Un’idea molto carina è quella di creare degli originali segnaposto con campane di piccole dimensioni, magari in vetro e con fantasie diverse. Ogni commensale avrà la sua personale campanella.

Quali campane di Natale scegliere?

Sicuramente per le case con arredamento classico si consiglia di scegliere campane di legno: non suonano, ma sono davvero bellissime. Per le case con arredamento moderno, invece, non si sbaglia con la scelta di campane di vetro, sicuramente più delicate, ma incredibilmente eleganti.

Volete sorprendere tutti? Create un albero stilizzato sul quale adagiare delle campanelle di piccole dimensioni e molto colorate: il risultato sarà incredibile.

Il significato delle campane di Natale

Tra i simboli del Natale più importanti, che proprio non possono mancare tra le decorazioni di casa, ci sono le campane di Natale. Piccole per l’albero, più grandi per essere semplicemente poggiate sul tavolo o sul camino, delicate in vetro o cristallo per addobbi di classe o più resistenti per essere appese alla porta di casa e risuonare ogniqualvolta qualcuno si appresta ad entrare.

Queste sono solo alcune delle tipologie di campane di Natale tra le quali è possibile scegliere, ma che non sempre rientrano negli addobbi natalizi. Perché? Forse si regala maggior visibilità a elementi del Natale come fiocchi di neve o altro che, pur essendo perfetti per ricreare una magica atmosfera di festa, poco hanno a che fare con la tradizione.

Quindi, se quest’anno avete intenzione di addobbare la casa rispettando la tradizione e scegliendo solo i veri simboli del Natale, non dimenticate assolutamente le Campane di Natale.

Conoscete suono più dolce e magico di quello delle campanelle natalizie? È questo il modo perfetto per accogliere il Natale in casa e per festeggiare con incantevoli note.

Campane natalizie
Pallina di Natale in vetro con disegno di campane interamente dipinte a mano + ciuffi di vischio in rilievo.

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I simboli del Natale: la stella di Natale 🌺🎅🏻🎄

Tra le certezze che accompagnano le feste natalizie non ci sono solo l’albero o il presepe, c’è anche lei: la Stella di Natale, pianta ideale per addobbare casa nel periodo natalizio o per fare un regalo a chi “non si sa mai cosa regalare”.

La Stella di Natale, il cui nome scientifico è Euphorbia pulcherrima ma meglio conosciuta come Poinsettia, è una piccola pianta di origine esotica coltivata a scopo ornamentale per la sua particolare fioritura.

Le brattee – gli apparenti petali rossi – disposte a raggiera intorno al fiore, si colorano sempre più di rosso man mano che i giorni natalizi si avvicinano. Esistono anche varietà con brattee di colore bianco, rosa o screziato.

La Stella di Natale, che impreziosisce le nostre abitazioni nel freddo inverno, ha origini che risalgono alle calde latitudini del Messico.

Il nome Poinsettia le fu dato da Robert Buist in onore a, Joël Robert Poinsett, ambasciatore americano in Messico, che nel 1825 la scoprì la pianta su una collina di Taxco.

Divenne popolare negli Stati Uniti solo verso i primi del ‘900 e successivamente venne esportata in Europa, dove in Olanda e in Germania i botanici locali ibridarono la specie per creare nuovi esemplari di maggior bellezza.

Al giorno d’oggi esistono, infatti, moltissimi ibridi i più conosciuti e coltivati dei quali sono: la Poinsettia Mrs. Paul Ecke, dalle foglie (brattee) di notevole dimensione con forma irregolare di colore rosso intenso.

Di seguito alcune curiosità su questa pianta dal “sapore” natalizio: da dove arriva, come nasce la tradizione, qual è il suo vero colore e perché da qualche parte, nel mondo, si dona a Pasqua.

Dal Messico all’Europa: storia della Stella di Natale

La Stella di Natale, come detto in precedenza, è una pianta originaria del Messico dove cresce in modo naturale raggiungendo anche i 4 metri di altezza.

Gli spagnoli al seguito di Cortes scoprirono la Stella di Natale nel 1520 a Tenochtitlan, dov’era chiamata dai nativi “Cuitlaxochitl” cioè “fiore che cresce dai residui”.

Gli abitanti del luogo la usavano in campo medico per le sue proprietà antipiretiche e la consideravano un fiore sacro, simbolo di purezza.

Il primo tentativo di coltivarla fuori dal suo habitat avvenne nel 1825 quando l’ambasciatore americano in Messico, Joel Roberts Poinsett, ne portò alcuni esemplari in Carolina per avviarne la coltivazione in serra.

Dal suo importatore, infatti, deriva il nome alternativo con cui è conosciuta nei Paesi di lingua inglese: Poinsettia pulcherrima.

Ebbe così inizio la popolarità della pianta, non solo negli USA ma anche in Europa, per mano del naturalista tedesco Alexander von Humboldt che la introdusse a Berlino dopo una lunga spedizione in America Latina.

Fiore rosso, anzi giallo… la verità sulla Stella di Natale

Nei manuali di botanica, la Stella di Natale si chiama in realtà Euphorbia pulcherrima, appellativo scientifico che è implicitamente sinonimo di fascino ed eleganza.

Il genere Euphorbia include infatti migliaia di piante, tra cui spicca tuttavia un’indiscussa reginetta di bellezza: la Pulcherrima, termine latino che significa appunto “bellissima”.

A differenza di quello che siamo abituati a pensare, i fiori della Stella di Natale non sono rossi.

Tecnicamente il vero fiore è quello piccolo e giallo che sta all’interno: il caratteristico colore che fa tanto Natale è invece opera delle grandi foglie rosse (brattee) che crescono intorno.

Alcune varietà di Poinsettia presentano anche foglie rosa, bianche o rosso acceso.

Buona Pasqua con la Stella di Natale

La Stella di Natale è uno dei fiori più popolari del Madagascar, dove è stato importato dai francesi trovando un clima adatto per diffondersi a macchia d’olio.

La popolarità dipende anche dall’affinità cromatica con il suolo ricco di laterite, che fa del Madagascar la cosiddetta Isola Rossa.

A causa del differente andamento climatico la pianta fiorisce, tuttavia, verso aprile, trasformandosi quindi in una perfetta “Stella di Pasqua”.

Antiche Leggende

Il legame tra la Stella di Natale e il 25 dicembre prende vita nel Messico del Sedicesimo secolo.

La leggenda vuole che la giovane Pepita fosse troppo povera per comprare un fiore da posare sull’altare di Gesù Bambino la notte della vigilia.

Su consiglio del cugino Pedro, compose quindi con umiltà e amore un bouquet di erbe e ramoscelli, che durante la messa si trasformò in un bellissimo mazzo di fiori rossi a forma di stella.

Nacque così la tradizione del “Flor de la Noche Buena“, ossia il fiore della Notte Santa. In Francia, invece, è chiamata “Étoile d’amour” (Stella d’Amore) e si regala anche in occasione della Festa della Mamma.

In Perù e in Cile è chiamata “Corona de los Andes” (Corona delle Ande) e “Hoja encendida” (Foglia infuocata).

Un’altra leggenda, sempre di origine messicana, molto simile alla precedente, narra che furono le lacrime di un bambino, triste per non aver potuto portare di meglio che un mazzo di rametti legati da un nastro rosso, a far trasformare dei semplici ramoscelli in una delle piante più apprezzate in Messico.

La tradizione cristiana, invece, vede nella disposizione a stella delle foglie, la Stella di Betlemme e nel colore rosso dei fiori il sangue di Cristo crocifisso.

Questi simboli si rivelano in realtà essere presenti nei culti solari di molte altre culture, più antiche del cristianesimo, che onoravano la morte e la rinascita del dio del sole.

Un’altra leggenda della Stella di Natale, sempre a matrice cristiana, cita:

Si racconta che il Signore avesse creato tutte le piante e i fiori e chiese a loro di scegliere quando fiorire. Una pianta però non veniva mai apprezzata perché il suo fiore era troppo piccolo rispetto alle foglie, dunque Dio le si avvicinò e le fece i complimenti per la sua umiltà e la sua bellezza interiore che nessuno riusciva a scorgere. Le donò poi il suo sangue così da colorare alcune foglie di rosso intenso e decise che sarebbe fiorita nel momento più importante dell’anno: a Natale.”

A legarla alla simbologia cristiana erano stati già i missionari spagnoli in Sudamerica, colpiti dal suo aspetto e dal fatto che raggiungeva il massimo della bellezza nel periodo natalizio. Decisero quindi di chiamarla “Stella di Natale”.

Così, quando la pianta si diffuse negli Stati Uniti e nei territori europei, venne impiegata nella decorazione di chiese e cattedrali.

Nella Basilica di San Pietro a Roma apparve per la prima volta la notte del 24 dicembre 1899, affascinando i presenti.

La sua diffusione massiccia nel nostro Paese tuttavia avverrà molto più tardi, negli anni ’60 del ‘900.

La Stella di Natale nella cultura popolare

Attualmente si è diffuso l’uso di regalare la Stella di Natale nel periodo natalizio, come avviene, tradizionalmente, con il vischio e l’agrifoglio.

Essendo queste piante sempreverdi o produttive in questo periodo lo scopo è quello di propiziare il ritorno della vegetazione, dell’abbondanza e della prosperità.

Il significato della Stella di Natale

Nel linguaggio dei fiori e delle piante la Stella di Natale è il simbolo benaugurate per eccellenza, in quanto incarna lo spirito di rinascita e di serenità tipico del Natale. Inoltre, rappresenta anche l’umiltà, la saggezza, l’amore verso il prossimo e la fiducia completa.

Stella di Natale
Stella di Natale
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